Sorbara Metodo Classico: L'Arte dell'Affinamento Prolungato sui Lieviti

Sorbara Metodo Classico: L'Arte dell'Affinamento Prolungato sui Lieviti

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Scopri come 60 mesi di sosta sui lieviti trasformano il Sorbara. Esplora il Rosé Brut Millesimato 2018: un Metodo Classico in cui il tempo scolpisce la complessità tattile e la spalla acida.

Nel lessico del Metodo Classico, il tempo non è una semplice variabile tecnica. È un vero e proprio ingrediente. Se il terroir definisce l’identità di un vino e la vinificazione ne delinea l’architettura, l’affinamento prolungato sui lieviti è ciò che, in ultima analisi, ne scolpisce la profondità aromatica e la complessità materica. Nel caso del Sorbara, varietà tradizionalmente associata all’immediatezza di beva e a una vibrante spalla acida, una maturazione sur lie oltre i 36 mesi apre prospettive inaspettate, ponendolo in dialogo con le più raffinate bollicine rifermentate in bottiglia.

Il Sorbara è noto per la sua intrinseca delicatezza strutturale: colore scarico, trama tannica quasi impercettibile e, soprattutto, una spiccata acidità verticale che costituisce l’ossatura del vino. Tali caratteristiche, spesso ritenute ideali per vini destinati al consumo giovane, si rivelano invece straordinariamente vocate per il Metodo Classico. L’elevata acidità funge da scheletro strutturale naturale per un affinamento prolungato, consentendo al vino di sostenere lunghi periodi di autolisi preservando, al contempo, energia, freschezza e definizione.

L’Impalcatura Strutturale del Sorbara nel Metodo Classico

La famiglia Chiarli ha iniziato a esplorare questa dimensione in modo sistematico con il Rosé Brut prodotto in formato magnum per il 160° anniversario della cantina. Quel vino era stato originariamente concepito per una sboccatura a 36 mesi, un benchmark scelto per l’ingresso nel segmento premium del Metodo Classico. Tuttavia, le bottiglie in affinamento hanno raccontato una storia diversa. Superata quella soglia, l’influenza dei lieviti si è fatta sempre più incisiva: la spuma ha acquisito maggiore cremosità, il centro bocca si è allargato e la complessità aromatica si è stratificata, mantenendo intatta la caratteristica luminosità e verticalità del Sorbara.

Questa evidenza ha spinto il team a ricalibrare le tempistiche di dégorgement. Invece di seguire un protocollo prestabilito, i vini hanno iniziato a dettare il proprio ritmo. Nella pratica, ciò si è tradotto nel lasciare specifiche cuvée in sosta sui lieviti significativamente più a lungo rispetto a quanto originariamente pianificato.

Da 36 a 60 Mesi: Ripensare le Tempistiche di Sboccatura

I risultati in sede di degustazione sono stati rivelatori. Durante l’autolisi, la progressiva degradazione cellulare dei lieviti rilascia mannoproteine e polisaccaridi che rimodellano la struttura del vino. La texture diventa più avvolgente, l’acidità si integra in modo più armonico al palato e lo spettro olfattivo evolve. Queste note si intrecciano elegantemente con i marcatori varietali tipici del Sorbara, conferendo ai vini un equilibrio estremamente intrigante tra spinta varietale e profondità autolitica.

Oggi questo approccio trova la sua massima espressione nel Rosé Brut Millesimato 2018, sboccato dopo ben 60 mesi di permanenza sui lieviti. L’ulteriore affinamento non ha offuscato l’identità del vitigno, bensì ne ha amplificato la precisione. Il vino conserva la tensione acida e la trasparenza aromatica che definiscono il Sorbara, acquisendo parallelamente una nuova dimensione tattile e una straordinaria complessità.

La Scienza dell’Autolisi: Note di Trama e Terroir

L’affinamento prolungato, tuttavia, non è una mera scelta stilistica. Richiede una rigorosa selezione agronomica delle uve, una gestione millimetrica della presa di spuma e la volontà di assecondare i ritmi lenti imposti dalla cantina. Nelle pianure modenesi, dove il Sorbara raggiunge la sua espressione più autentica e fedele al terroir nei suoli sabbiosi e limosi lungo il fiume Secchia, questa filosofia rappresenta una più ampia reinterpretazione della varietà stessa: non più solo vino di pronta beva, ma nobile materia prima capace di sostenere Metodo Classico di eccezionale finezza e longevità.

In quest’ottica, il tempo non è un semplice tempo di attesa. È un processo di trasformazione guidata. Ed è proprio qui che il Sorbara, declinato attraverso il Metodo Classico, rivela una delle sue dimensioni più affascinanti e identitarie.

Vivi l’evoluzione del tempo in ogni bollicina.


Vinitaly 2026: Quintopasso presenta il Sorbara attraverso tre annate iconiche

Vinitaly 2026: Quintopasso presenta il Sorbara attraverso tre annate iconiche

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Ogni anno, il Vinitaly rappresenta il momento in cui i nostri vini lasciano il silenzio della cantina per incontrare il mondo. L’edizione 2026, però, ha un significato più profondo: è il palcoscenico in cui tre annate molto diverse si intrecciano per raccontare una storia di resilienza e identità che solo il Lambrusco di Sorbara sa esprimere.

Tre Annate, Un Solo Filo Conduttore: l’Anima del Sorbara

Presentiamo una retrospettiva sensoriale che abbraccia il 2017, 2018 e 2020. Tre stagioni dai temperamenti opposti, unite dalla capacità del Sorbara di conservare freschezza e acidità anche nelle condizioni più estreme.

  • 2017 – La Sopravvivenza: Un’annata estrema, segnata da gelate e dalla siccità di “Lucifero”. Il risultato è un vino di carattere, forgiato dalla scarsità.

  • 2018 – L’Equilibrio: Il respiro dopo la tempesta. Un’annata di precisione, dove le vigne hanno ritrovato la loro compostezza e armonia.

  • 2020 – La Dedizione: Nata in un mondo sospeso, è l’annata dell’attenzione silenziosa, capace di regalare un frutto sano, pulito e di rara complessità.

Le Etichette in Degustazione a Verona

Rosé Brut Millesimato 2017

Il Sorbara in Metodo Classico nella sua forma più essenziale. Un frutto nitido e un’acidità precisa che non scendono a compromessi. Un vino che non cerca di piacere a tutti i costi, e proprio per questo resta impresso.

Pas Dosé Millesimato 2018

Senza dosaggio e senza filtri: l’espressione pura dell’annata 2018. Un equilibrio perfetto tra l’intensità di un’energia profonda e la delicatezza di un sorso che scorre senza sforzo.

Cuvée Paradiso Brut NV

L’unione magnetica tra 80% Chardonnay e 20% Sorbara. Dopo 30 mesi di rifermentazione, la solarità dello Chardonnay incontra la tensione nervosa del Sorbara. Un equilibrio unico, tutto da scoprire.

Maestro Lambrusco di Sorbara DOC 2020 (Primo Dégorgement Marzo 2026)

L’ultima creazione che chiude il cerchio del progetto Quintopasso. Sboccato per la prima volta a marzo 2026, è un vino in movimento che racconta il futuro della nostra cantina. La stagione 2020 ha donato al Sorbara lo spazio ideale per esprimere una complessità senza pressioni.

Dove trovarci: Padiglione 8

Quest’anno Quintopasso raddoppia la sua presenza per offrire un’esperienza di scoperta completa:

I Custodi del Lambrusco

Ci trovate all’interno dello stand I Custodi del Lambrusco, uno spazio dedicato alla valorizzazione autentica del territorio. Padiglione 8 – Stand F6 (Spazio dedicato alla scoperta)

Saremo inoltre presenti presso lo stand istituzionale: Padiglione 8 – Stand E3/E4

Prenota la tua degustazione al Vinitaly

Saremo a Verona dal 12 al 15 aprile. Per scoprire l’evoluzione del nostro Metodo Classico, richiedere una degustazione tecnica o fissare un appuntamento in fiera:

Ti aspettiamo per degustare il tempo, un sorso alla volta.


Quintopasso Rosé 2017 premiato con l’oro a WOW! 2025

Quintopasso Rosé 2017 premiato con l’oro a WOW! 2025

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Il Quintopasso Rosé Modena Brut Rosato DOC 2017 di Cleto Chiarli conquista la medaglia d’oro a WOW! The Italian Wine Competition 2025. Un riconoscimento che premia l’eleganza e la freschezza di un Metodo Classico da sole uve Sorbara, sempre più espressione autentica della tipicità modenese. Per la famiglia Chiarli, pioniera nel valorizzare il vitigno storico con questa tecnica, si tratta di una conferma del ruolo di Modena come culla di bollicine e creatività enologica.


Tommaso Chiarli, tra i 40 under 40 del vino in Italia

Tommaso Chiarli, tra i 40 under 40 del vino in Italia.

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Il Gusto, inserto enogastronomico di la Repubblica, ha inserito Tommaso Chiarli tra le quaranta personalità under 40 che stanno contribuendo a disegnare il futuro del vino italiano.
Responsabile comunicazione di Chiarli 1860, Tommaso rappresenta una generazione che ha scelto di lavorare sul linguaggio, sulla precisione e sulla capacità di rendere attuale una competenza costruita nel tempo. Un percorso che affonda le radici in una storia iniziata nel 1860, ma che guarda avanti, interrogando il presente e aprendo nuove possibilità espressive.
È in questa tensione tra metodo e visione che si inserisce anche Quintopasso: un progetto che nasce dall’esperienza delle tenute di famiglia e che interpreta il vino come esercizio di misura, controllo e sensibilità contemporanea. Non una rottura, ma un passaggio ulteriore. Un passo in più, appunto.


Cinquina al The WineHunter Award per Cleto Chiarli e Quintopasso

Cinquina al The WineHunter Award per Cleto Chiarli e Quintopasso

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L’anteprima del Merano Wine Festival, che si terrà dal 9 all’11 novembre, ci riporta sul podio, segnalando che saranno premiate dieci nostre etichette, cinque Cleto Chiarli e altrettante Quintopasso.

I cinque vini Cleto Chiarli sono stati imbottigliati tutti nel 2023. Si tratta del Lambrusco del Fondatore Lambrusco di Sorbara DOC, il Vigneto Cialdini Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, il Rosè De Noir Brut e il Pruno Nero Dry Modena Dry sec Lambrusco DOC VS premiati con il Winehunter Rosso mentre il Vecchia Modena Premium Mention Honorable Lambrusco di Sorbara DOC ha ottenuto il Winehunter Oro.

Ricordiamo che il Pruno Nero Dry Modena Dry sec Lambrusco DOC VS non sarà presente in degustazione.

Per quanto riguarda Quintopasso, l’azienda che produce il metodo classico dal vitigno Sorbara, i cinque vini premiati sono Maestro e Pas Dosé che hanno ricevuto il Winehunter Oro. Il Winehunter Rosso è stato invece conquistato dal Rosé, dal Rosé Pas Dosé Magnum e dal Paradise. Anche quest’ultimo vino non sarà in degustazione.

Il The WineHunter Award può contare su otto commissioni di assaggio, guidate dal WineHunter Helmut Köcher, l’ideatore del premio meranese. Ognuna di queste commissioni è formata almeno da tre persone, scelte tra sommelier, baristi, enoteche, giornalisti e appassionati.

A Merano, Cleto Chiarli e Quintopasso condivideranno la postazione nella Sala Lentner, Tavolo 159 (QP) e 159B (Cleto).


Siamo sempre 50 Best

Siamo sempre 50 Best

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Questa volta è il Quintopasso Modena Doc Spumante Rosè Millesimato Brut 2017 a essere classificato tra i 50 Best della Guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare 2024/2025.
Il Sorbara in purezza dal clone storico dell’heritage famigliare, restituisce a questo metodo classico un gusto ricco d’acidità e minerale, unito alla morbidezza del frutto e al ventaglio aromatico. Si riconosce il terroir della sponda sinistra del fiume Secchia.
La premiazione si svolgerà il 29 luglio alle ore 18,30, alla Rocca Sforzesca di Dozza. in provincia di Bologna, sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna.


Quintopasso Metodo Classico, un successo al Vinitaly

Quintopasso Metodo Classico, un successo al Vinitaly

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Al Vinitaly abbiamo presentato i vini dell’annata 2017, prodotti con il metodo classico e maturati quasi sessanta mesi sui lieviti. Nonostante il 2017 sia stato un anno caratterizzato da un quadro climatico particolarmente complesso: prima la siccità, poi le gelate e, infine un fine agosto con piogge e temperature più fresche, il risultato è straordinario. Meno prodotto, ma con una qualità che ha subito convinto il pubblico.

Una delle annate migliori del metodo classico.